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On line il rapporto sul "Profilo di salute degli stranieri" dell'Osservatorio sull’Immigrazione della Provincia di Modena In collaborazione con l'AUSL di Modena, Servizio di Epidemiologia, Direzione Socio-Sanitaria, Agefor-Agenzia Formativa.
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L’analisi complessiva ci presenta una popolazione straniera con bisogni di salute simili, quando non inferiori, a quelli della popolazione autoctona. La popolazione straniera, ancora maggiormente composta da migranti di prima generazione, mostra infatti un apporto di un capitale di salute sostanzialmente integro (effetto “migrante sano”). Le difficoltà di natura sociale ed economica purtroppo portano queste persone, in alcuni casi, a perdere il loro patrimonio di salute e ad ammalarsi (fragilità sociale).
L’affermazione è suffragata dalla domanda di salute espressa con un ricorso ai servizi sanitari, di tipo ospedaliero e specialistico ambulatoriale, che risulta generalmente inferiore a quello complessivo. Nel caso dei ricoveri ospedalieri infatti, gli stranieri che hanno usufruito di prestazioni nel 2007 costituiscono il 6,6% delle persone dimesse nell’anno. Per quanto riguarda invece le prestazioni specialistiche ambulatoriali, essi hanno ricevuto il 4,1% di quelle diagnostiche, il 4,5% di quelle di laboratorio, il 6% delle terapeutiche e il 5,8% del totale delle visite.
Gli stranieri presentano inoltre alcune peculiarità di salute rispetto alla popolazione complessiva, e che riguardano in particolare:
- i traumatismi, che evidenziano una maggiore esposizione della popolazione straniera a fattori di rischio per la sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro;
- le malattie infettive, che rimandano alla provenienza da zone del mondo ad endemia elevata. Alle malattie infettive contribuiscono, anche se non direttamente misurabili, fattori sociali ed economici quali le precarie condizioni abitative, alimentari ed igieniche nel Paese di immigrazione;
- le malattie del sangue, in particolare le anemie, che colpiscono soprattutto soggetti africani.
Infine gli stranieri, più giovani ed esposti a patologie derivanti da condizioni di vita disagiate, registrano una presenza maggiore anche di malattie respiratorie. Si può infatti ipotizzare per i giovani stranieri una particolare esposizione a fattori di rischio quali ambienti di vita insalubri, stili di vita non corretti, problemi di igiene degli alimenti e scorretti comportamenti nutrizionali e, infine, difficoltoso utilizzo dei servizi sanitari di base.
L’assistenza alle diverse fasi della salute riproduttiva rappresenta la più importante motivazione che conduce le donne straniere all’accesso ai servizi sanitari, spesso per la prima volta dopo il processo migratorio, e che le porta a confrontarsi con pratiche e concezioni che nella società italiana si sono affermate per la “protezione della salute”. L’accesso differenziale è determinato principalmente da fattori demografici, che registrano tra la popolazione immigrata un’elevata presenza di giovani donne in giovane età, caratterizzata da livelli di fecondità ben più elevati delle coetanee autoctone.
Anche se l’età media al parto delle straniere è inferiore a quella delle italiane, ed è quindi ipotizzabile un migliore stato di salute delle puerpere e dei feti, il percorso nascita delle straniere è soggetto ad un ricorso troppo basso e tardivo alle cure prenatali (visite, ecografie, esami invasivi), che invece risulta maggiormente consolidato per il complesso della popolazione. Il consultorio risulta quindi l’attore principale nell’accompagnare le straniere durante il percorso nascita, che viene utilizzato con maggiore frequenza rispetto alle autoctone per intraprendere l’esperienza della gravidanza.
Infine, i servizi di emergenza-urgenza costituiscono uno dei principali punti di accesso al servizio sanitario degli stranieri immigrati. Se gli altri servizi sanitari registrano, in generale, quote di stranieri ampiamente inferiori alla presenza sul territorio modenese, il pronto soccorso si attesta invece su livelli lievemente superiori a quelli dell’incidenza di tale componente nella popolazione (12,2% del totale degli accessi al PS). Tale accesso può essere imputabile a lacune nella conoscenza del funzionamento del servizio sanitario e delle sue specifiche strutture di base (consultorio, pediatria di famiglia), soprattutto nel periodo immediatamente successivo all’immigrazione.
Il volume si compone dei seguenti argomenti:
Cap. 1 - La salute percepita e i fattori comportamentali degli stranieri nell’indagine PASSI Cap. 2 - I ricoveri ospedalieri Cap. 3 - Le cure primarie Cap. 4 - I servizi di emergenza-urgenza Cap. 5 - Il percorso nascita e le IVG Cap. 6 - Le malattie infettive Cap. 7 - La salute mentale Cap. 8 - La salute in carcere Cap. 9 - Costruzione di competenze interculturali nell’assistenza sanitaria Cap. 10 - I progetti di comunicazione per lo straniero
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